TOM WAITS : FLORENCE 1999 LIVE BROADCASTS

 

Disc One (72:10)

  1. Jockey Full Of Bourbon
  2. The Earth Died Screaming
  3. Jesus Gonna Be Here
  4. Get Behind The Mule
  5. Chocolate Jesus
  6. Hold On
  7. Eyeball Kid
  8. Tango Till They're Sore
  9. That Feel
  10. I Beg Your Pardon Dear
  11. The Briar And The Rose
  12. Innocent When You Dream

Disc Two (71:58)

  1. 16 Shells From A Thirty-Ought Six
  2. Shore Leave
  3. Strange Weather
  4. Who Are You
  5. Filipino Box Spring Hog
  6. In The Colosseum
  7. Temptation
  8. Cold Water
  9. Big In Japan
  10. The Heart Of Saturday Night
  11. The House Where Nobody Lives

Label : Project Zip

Venue : Teatro Comunale, Firenze, Italy

Recording Date : July 24, 1999

Quality : FM Recording (A+)

Concert Review (Rockol) : Tutti i quotidiani oggi in edicola dedicano ampi spazi all’esibizione di Tom Waits di ieri sera al Comunale di Firenze, che replica oggi e domani. Sul “Corriere della sera” Gloria Pozzi racconta l’incontro con Roberto Benigni: “L'attore-regista accompagnato dalla moglie Nicoletta Braschi arriva al Comunale alle 20.15 ed è accolto da ovazioni. «Tom Waits? E’come un fiume che dal mare va verso la montagna e ti trascina con la sua forza di gravità. E’ una colomba rapace»: così Benigni parla del suo vecchio amico dei tempi di «Daunbailò», quando Jim Jarmusch li volle insieme sul set del suo film. E per un'ora si intrattiene con Waits nelle stanze dietro il palcoscenico. Il concerto comincia alle 21.35…..”. Per Marco Molendini, sul “Messaggero”, “anche l’ultimo degli inafferabili, clinicamente refrattario a ogni meccanismo dell’industria musicale, è finito nelle maglie di un tour… In un mondo in cui tutto è consumato con voracità, basta questa inattesa disponibilità a trasformare un concerto in un banchetto libidinoso… Un test sufficiente per capire di che stoffa sia fatto questo artista un po’ Bukowski, un po’ Bing Crosby e un po’ Bob Dylan…”. Marinella Venegoni, su “La Stampa”, nel tributare gli onori all’artista ne traccia un parallelo con Bruce Springsteen: “Stessa età… ma percorsi assai più trasversali. Waits è stato fortemente influenzato dai poeti della beat generation e dalla cultura europea, da Kurt Weill fino a Edith Piaf. Ma “Mule variations” (il suo ultimo album – n.d.r.) ripercorre anche una forte parentela di interpretazione con Bob Dylan, e Tom mostra poi di godere le atmosfere blues, senza risparmiarsi naturalezze sonore come il canto di un gallo in “Chocolate Jesus”…”. Waits, che ha iniziato megafono alla mano con “The black rider” / “Get right up”, seguite da “Singapore”, ha concesso venti minuti di bis e ha ospitato alla batteria il figlio quattordicenne.